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Non voglio dare un titolo

April

E' terminato il mio eremitaggio degli ultimi venti giorni (che poi non sarebbe vero che è terminato perché tutto sommato non faccio vita mondana e vivo in un posto tranquillo, in un angolo di mondo silenzioso). Di punto in bianco ho deciso di provare l'ultimo esame scritto che mi è rimasto, continuando a lavorare senza prendere ferie, come faccio di solito. Solitamente per prepararmi me la prendo molto comoda. Lunghi mesi in cui mescolo tutte le cose quotidiane, in cui posso trascorrere settimane intere senza che io apra i libri da studiare. Mi rendo conto che 20 giorni sono pochi, ma avevo voglia di presentarmi all'appello per vedere almeno il tipo di prova e, se fosse andata male, pensavo, la volta successiva avrei saputo su cosa dovevo focalizzarmi. Quindi, dal 1° maggio ho eliminato quella poca TV che mi capita di vedere, non ho letto i quotidiani, ho saltato gli incontri con il mio circolo di lettura, ecc...e ho anche rimandato la visita dei due siti che avete inserito nella sezione LINKS.

E' stata un'ottima idea inserire la sezione LINKS. Non solo musica, ma anche altri argomenti. Si ha la possibilità di vedere quello che succede nel mondo: teatro, arte, ecc...
Ieri ho curiosato ne "La fabbrica escuela de cine Bolivia" e trovo che questo sia un progetto coraggioso ed importante. Mi sembra di intravedere quello spirito, quella voglia credere e di fare che forse noi europei abbiamo in parte perso.

Non riesco invece ad aprire il sito il teatro de los Andes. Mi dà l'errore "bandwith limit exceede". Sicuramente riproverò perché mi piacerebbe saperne di più.

Durante questo mio breve "intenso eremitaggio", alcune notizie che da distante mi prevenivano da qualche TG non erano rincuoranti: nel 2008 si muore ancora di fascismo. Mi sembra che non si parli più di quell'atrocità accaduta a Verona. Si dimentica tutto in fretta, fagocitiamo tutto come fossero programmi televisivi innocui, che poi così purtroppo non sono. Sono la ns. realtà. Forse ci stiamo abituando, adattando a tutto senza accorgercene. Ed è una delle cose peggiori che ci possano capitare: farci addormentare lentamente.

Ho letto i vs. commenti sui ministri scelti e le previsioni per ciò che ci aspetta nei prossimi cinque anni. Penso anch'io che non sarà un 'film' particolarmente bello. A tal proposito una mia amica mi ha scritto in questi giorni una e-mail che riassume quello che molti stranieri pensano del ns. paese:

"...Abbiamo la ministra più bella del mondo secondo un giornale tedesco. Non so se esserne orgogliosi o vergognarsene ... io non so più cosa dire ai miei studenti stranieri. Mi arrampico sugli specchi dicendo che l'Italia era stanca della politica dell'incertezza in cui si trovava sotto il governo Prodi, così è stata quasi "costretta" a votare per
Berlusconi (il problema della sicurezza, quello della criminalità...).
Comunque non c'è uno solo che mi capisca, e non è a causa della lingua...!
Questo la dice lunga sul fatto che siamo tutti vittime di un sistema di informazione fuorviato e manipolato... chissà da chi? Abbiamo davanti cinque anni in cui si potrebbe seriamente pensare all'esilio..."

Ieri sono uscita dalla facoltà che pioveva a dirotto. Non avevo pensato di prendere il mio ombrello. Mi è venuto da ridere e mentre l'acqua cadeva giù ho pensato: in questo momento c'è sicuramente chi sta male, chi muore di fame, chi ha veramente qualche grave problema. In confronto, bagnarsi sotto la pioggia come mai mi è successo in vita mia, era una cosa quasi piacevole, la realtà, tutto quello che può succedere improvvisamente. Erò così sorpresa, e allo stesso tempo tanquilla, quanto ero tranquilla che ho pensato 'ora non mi rimane altro che sollevare le braccia, ruotare su me stessa, copiare gli Psychedelic Furs e cantare "heaven is the whole of the heart and heaven don't tear you apart".

Beh, l'esame non so come sarà andato. I risultati usciranno tra dieci giorni circa, ma non mi aspetto di averlo superato. La traccia del tema mi ha sorpreso (da svolgere senza vocabolario): cosa ne pensi di estendere il diritto di voto ai cittadini extracomunitari nelle elezioni amministrative?
Ho subito pensato che questo titolo non poteva averlo scelto che uno spagnolo e che magari lì con me poteva esserci qualcuno simpatizzante lega non proprio felice della scelta.

Alle 17,50 sono riuscita ad arrivare in ritardo di mezz'ora nella mia città natale dove la mia maestra delle elementari ha tenuto un convegno sulla 1° scuola a tempo pieno, che ho frequentato, che si è creata subito dopo l'uscita del decreto nel 1972. Tutti i laboratori che ho fatto negli ultimi anni delle elementari, il metodo applicato, per quel tempo rivoluzionario: il fine non sono le nozioni (o solo quelle), ma favorire e sviluppare la vera inclinazione del bambino, la sua felicità. Una mia compagna ha fatto un intervento emozionante. Ha ricordato come in quel quartiere la maggior parte delle persone appartenessero ad una classe non certo ricca, alcuni erano addirittura poveri (così ricordava), ma che in quella scuola siamo stati molto felici. Felici con i ns. giornalini in ciclostile, le capanne che costruivamo, le foto in bianco e nero che ci sviluppavamo da soli, gli esercizi di matematica che sceglievamo da soli. La maggior parte delle cose le sceglievamo in autonomia noi bambini. La mia scuola è stata la prima nella mia città ad aprire le porte ai disabili, che prima dovevano andare in istituti speciali. Già 20 anni fa avevano accolto bambini zingari e un cinese.
Ascoltando gli interventi di questo convegno ho ricordato tante cose di quella scuola e di tutti quegli insegnanti giovani "scapetrastri", ora con i capelli bianchi che ho riabbracciato lì con piacere. Quando ho salutato la mia maestra mi ha detto che non sperava arrivassi in tempo e che ora "mi rimane solo di andare all'ospizio". Ma quale ospizio - le ho detto? - Una che ha la grinta di impegnarsi come lei... Ora si parla tanto dei laboratori nelle scuole. La precedente riforma Moratti parlava di scuole gestite come aziende, con una certa autonomia, con laboratori, ecc... Alcune maestre ieri hanno detto che la legge Moratti parlava di tutte quelle belle cose ma che di fatto i soldi per creare i laboratori, per acquistare un minimo di materiale, non sono mai arrivati. Quindi tutto inutile.
Una maestra ha fatto presente che oggi sarebbe meglio che i bambini seguissero il metodo Maria Montessori anziché il metodo Maria De Filippi.

Sicuramente avrò annoiato tutti con queste mie cose di poca importanza. A chi interessasse sapere quali altri libri sono stati proposti dal mio circolo di lettura, per un'eventuale suggerimento di lettura, segnalo gli ultimi tre che non ho potuto leggere causa 'sudate carte'.
Mi hanno detto che il libro "L'animale morente" di Philiph Roth ha creato scompiglio. Troppo 'scandaloso'. Una simpatica e-mail ricevuta da un'amica-maestra mi aggiornava a distanza:

"CiaoStudiosa!!!!!!
ieri sera abbiamo sentito la tua mancanza...Roth ha spaccato il gruppo (sostenitori e oppositori: io ero tra i primi).
Prossimo libro:
IL BALLO Irène Némorovsky Adelphi
Io l'ho preso stamattina e ho appena terminato di leggerlo, se non vuoi comprarlo te lo presto.
Comunque a me è piaciuto di più quello che mi avevi regalato tu (La moglie di don Giovanni)
Torna presto tra i noi, poco comuni;-), mortali"

Quindi è stato proposto "Il ballo" Irène Némorovsky di cui mi era molto piaciuto "La moglie di don Giovanni": scrittrice molto acuta e, per molti aspetti, dura, essenziale.
Non so come sarà 'Il ballo'. Inoltre, visto che il libro è di sole 83 pagg. dovremo leggere per il prossimo incontro anche un altro libro breve di 102 pagg. John Cheever "Sembra proprio di stare in paradiso". Nella retrocopertina è scritto: crede che io possa fermare il vento?

In internet trovo che: "Sembra proprio di stare in paradiso è l'ultimo romanzo di John Cheever. Pubblicato nel 1984, pochi mesi prima della sua morte, quest'opera rappresenta il suggello della principale caratteristica dello scrittore americano: l'arte di conferire un'alta magnificenza emotiva e spirituale ai lati sinistri della vita, ai particolari, a quelle sfaccettature su cui difficilmente si sofferma la narrativa tradizionale. La narrativa di Cheever è l'epopea dei sobborghi, l'esaltazione della piccola vita di provincia, delle esistenze che non sembrano incidere nella storia di un paese.
In questa storia, che siamo invitati a leggere "a letto, in una vecchia casa, una sera di pioggia", Lemuel Lears, il protagonista, è un vecchio gentiluomo del New England "abbastanza anziano per ricordarsi di quando le vasche da bagno avevano zampe di leone" ma ancora lucido e pronto a "difendere con la vita la libertà di parola, di religione e di movimento". Lears vive in un paesino incantato, dove non c'è ancora un fast-food. Il paradiso di Lears è rappresentato da un laghetto dove ama pattinare d'inverno, e questo posto incantevole è destinato a scomparire a causa dalla speculazione edilizia e dall'inquinamento. Un'intricata vicenda piena di valori ambientalisti, e in questo senso Cheever è stato tra i precursori di una narrativa impegnata a sfondo sociale, si compendia con intersezioni e spunti narrativi molto originali, con un crudo affresco sulla vita sessuale e sentimentale di Lears, vedovo gaudente che si divide tra ricordi, incontri con una bella e focosa signora e istantanee follie omosessuali con il ragazzo dell'ascensore.
Il lieto fine, il paradiso appena raggiunto, è apparente e rappresenta proprio l'illusione del sogno americano che Cheever vitupera, ridicolizza ma in fondo comprende perché sa bene che ogni popolo insegue anche nelle contraddizioni più estreme la sua vocazione, e l'autore del Nuotatore incarna insieme a Edward Hopper, con quei suoi personaggi ritratti con l'ambigua oggettività e il cristallino distacco della freddezza, il più grande narratore dell'America che soffre in silenzio.
Sembra proprio di stare in paradiso è stato libro del giorno su Fahrenheit.


Prevedo che nel prossimo incontro, a cui finalmente potrò partecipare, per la scelta di quest'ultimo libro ci saranno vivaci scambi di opinione.

Beh, scusate se vi ho annoiato con cose molto banali.


23/05/2008 1.41.13Letto 238 volte
top RE: Non voglio dare un titolo

thR

pensieri sparsi:

> al limite, una sera a settimana per il circolo di lettura potresti concedertela...
> che favola quella canzone (a proposito: vedemmo anche gli psychedelic furs, in quegli anni).
> gli extracomunitari, specie quelli albano-macedoni-etc voterebbero in massa per il nano. te lo dico per certo. d'altronde, gli ex apartheidati del sudafrica che stanno ammazzando a bastonate, bruciando e stuprando gli emigrati, neri come loro, che "vengono a rubarci il lavoro" da zimbabwe, mozambico, etiopia etc. mi paiono un bel segno dei tempi.
> la cosa più triste che potevano fare alla montessori fu quella di metterla sulle cinquecento (?) lire, con quella faccia giallagialla...
> per ravvivare un po' lo scontro tra le fazioni del circolo, suggerirei "in culo oggi no" di jana cema. poesie, lettere e amenità varie. anche bello, tra l'altro. ed. e/o.
> che vuol dire quando ti ricordi meglio del pilota di f1 eddie cheever che di john cheever?
> dopo tante cazzate, ho (ri)letto un libro di racconti magnifico: "l'amore degli adulti" di claudio piersanti (vive a jesi, tra l'altro), feltrinelli.


23/05/2008 3.14.54
top RE: Non voglio dare un titolo

April

La partita Italia-Spagna non l'ho vista. Non seguo il calcio.
Senza pensarci, e quindi non intenzionalmente, il giorno dopo ho indossato una maglia rossa. Ero già in ufficio quando ho realizzato che forse sarebbe stato meglio scegliere una maglia di un altro colore. Mi sono giustificata: scusate, non ci avevo fatto caso.

Miracolo. Lo scritto l'ho passato, cosa che non mi sarei mai aspettata: in 20 giorni arrivando a casa stanca sono state più le sere in cui non ho studiato. Lo ammetto: è la prima volta che ho studiato proprio poco per un esame.
Logicamente se l'avessi provato tra sei mesi avrei avuto il tempo di prepararmi e avrei preso di più. Ma va bene così. L'ultimo scritto è andato.
Per i più curiosi, cliccare il sito qui sotto dove, per i risultati degli scritti di spagnolo, tutti, in mondo visione, possono anche vedere se hai zucchettato (= N.A. -> non ammesso, o peggio: 18R -> ammesso con riserva, per cui all'orale ti rivoltano come un calzino).


http://www.facli.unibo.it/Lingue/Studenti/Esami+di+profitto/Risultati+degli+esami/Lingua_Spagnola/default.htm

Poi, aprire il file in word sulla destra (il mio è "risultati prova scritta Lingua Spagnola C 21-05-2008). Ci vuole tanto per aprire il file.

Ora ho due anni di tempo per preparare l'orale (poi lo scritto scade e bisogna ridarlo) con tre programmi diversi: accertamento linguistico, istituzionale e monografico (3 prof. diversi, tanto per complicarsi un po' la vita).

Prima o poi mi aspetto di confondermi scrivendo in italiano "c" anziché "q" o usare i congiuntivi pensando alle regole dello spagnolo:

la differenza principale con l'italiano si riferisce a los verbos "de pensamiento o juicio mental", che in italiano richiedono il congiuntivo, anche quando la frase è affermativa:

"Pensavamo che Julio e Gloria fossero sposati"
"Creìamos que Julio y Gloria estaban casados" (no congiuntivo)

Ora non voglio pensare ai congiuntivi.
Entro agosto/settembre dovrei riorganizzare e trascrivere gli appunti sull'opera di Garcìa Lorca, incluso il periodo a New York. Se a qualcuno interessa leggerli posso inviarli.

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Il libro di John Cheever "Sembra proprio di stare in paradiso" è piaciuto molto a tutti.
Soprattutto lo stile: il narrare di cose quotidiane in maniera distesa, senza fretta. Quello che sorprende è l'incredibile pace, libertà e naturalezza che si respira leggendo il libro. Non ci sono le solite descrizioni, le forzature, i giudizi, i luoghi comuni, o i soliti "intrecci".

La persona che ha proposto questo autore (uno dei suoi preferiti) ci ha letto un breve racconto "Il nuotatore", sempre di Cheever, dicendo come sia magnifico il suo modo di narrare.
Dice che l'inizio è bellissimo:

Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: "Ho bevuto troppo ieri sera"



Per chi vuole leggere il racconto "il nuotatore":
http://209.85.135.104/search?q=cache:twZpakQVMVEJ:www.sagarana.it/rivista/numero5/narrativa3.html+cheever+il+nuotatore&hl=it&ct=clnk&cd=17

Uno di questi giorni vedrò il film che ho trovato, tratto dal nuotatore, con Burt Lancaster (the swimmer) intitolato "Un uomo a nudo", 1968, regia di Frank Perry e Sydney Pollack.

Poi abbiamo letto un libro di racconti di fantascienza di Philip Dick "Next ed altri racconti" e "Cecità" di Saramago. Non siamo riusciti a risolvere questo enigma: perché la moglie del medico non diventa cieca? (Forse rappresenta la speranza, la razionalità?) In questo libro la cecità è bianca, e non nera, forse perché è la metafora del bianco della televisione, quando non ci sono trasmissioni..... Quindi la cecità ci avvolge quando ci lasciamo condizionare dai media, dalla tv, ecc... Metafora di una dittatura. Questo libro ci ha anche sorpreso perché non compaiono nomi propri, ma: il medico, la moglie, il taxista, il poliziotto.

Poiché la maggior parte delle persone del circolo ha chiesto di avere i compiti per le vacanze, abbiamo ricevuto la comunicazione e-mail dal simpatico oggetto.

oggetto: compiti (il pane e le rose)

Salve.
Comunico compiti e date per il mese di giugno 2007:
12 giugno Libro : Philip Dick: "next e altri racconti".
26 giugno Saramago: "cecità"
per le vacanze estive:
Nabokov Lolita
McEwan Espiazione

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Sinceramente, penso che Lolita non mi piacerà e avrei preferito che avessero scelto qualcosa di più bello. Avevo visto il film tantissimi anni fa.
Dicono che l'inizio del libro sia strepitoso:

"Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.


Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita."

Pagina 383 [ libro fine ]
... Penso agli uri e agli angeli, al segreto dei pigmenti duraturi, ai sonetti profetici, al rifugio dell'arte. E questa è la sola immortalità che tu e io possiamo condividere, mia Lolita.


A me non dice niente, anzi mi sembra troppo morboso ed infantile.

Invece leggerò un libro che mi hanno consigliato: "Il lapis del falegname" di Manuel Rivas

Immerso nella sordida atmosfera di un bordello della Galizia spagnola, il vecchio Herbal si ritrova tra le mani un lapis rosso che gli fa venire in mente i suoi trascorsi di carceriere durante la guerra civile e le terribili iniquità di cui è stato complice e insieme testimone. Il lapis apparteneva a un detenuto, un pittore che se ne serviva per disegnare i volti dei suoi compagni di prigione come se fossero gli angeli e i profeti raffigurati nella cattedrale di Santiago di Compostela. Dalla galleria dei ricordi drammaticamente evocati emerge la figura luminosa del dottor Da Barca, uomo di raro talento e di grande umanità, fiero avversario politico del regime franchista. Herbal lo temeva perché era un pericoloso avversario, ma allo stesso tempo lo ammirava molto perché intuiva il suo valore. L'aveva fatto arrestare per invidia del suo carisma e della sua bellissima compagna, ma in carcere non potrà fare a meno di nutrire per lui lo stesso sentimento ambivalente di ostilità e di rispetto. La memoria di Herbal ricompone immagini di crudeltà, torture, tradimenti, esecuzioni sommarie, un gruppo di passioni umane e disumane e una struggente storia d'amore. Ma nel ricordo del vecchio carceriere riemerge la più profonda paura del sovvertimento e l'ancestrale angoscia del nuova che serpeggia nell'anima e nella storia.

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Giorni di saldi. Oggi alcuni negozi erano aperti e sono andata in uno dove ci sono delle cose che mi piacciono, non firmate. Il negozio è indicato per donne dai 35 in su, quindi non ci sono tutte quelle cose "svolazzanti" e velate che portano le ragazzine.
Stavolta però sono rimasta sconcertata. Come si fa ad acquistare una maglia dove c'è la scritta "Lady rock"..., oppure c'è una scritta con dei disegni: "Hai trovato la (poi c'è il disegno di una chiave) per aprire il mio (e c'è il disegno del cuore)?". Oppure una maglia dove c'è un gatto con la corona di strass.... Ormai neanche le bambine portano più queste cose. Non è che pensano che sopra i 35 anni stiamo andando a grandi passi verso la demenza più completa?
Ho preso quindi due camicette carine senza scritte.
Quest'anno salto le maglie.

Poi mi è ventuo in mente che una mia amica quando vede avvicinarsi un gruppetto di 4 signore giovani che conosco (sono magrissime e perennemente a dieta, taglia 40/42 massimo, capelli lunghi, magliette cortissime, vestiti coloratissimi e velati, capelli sempre tirati con mollette con strass, ecc...) mi dice piano: guarda, stanno arrivando le bratz!

Mi dispiace molto che i profumi non vengano mai scontati. Perché? Mi piacerebbe comprarne due ma mi sembrano troppo costosi. Evito.

Ora però inizia a fare troppo caldo. Non rileggo: perdonate i miei errori.


06/07/2008 15.17.36