Al terzo lavoro per Anomolo Records - etichetta senza fini commerciali, il catalogo è a disposizione in download gratuito - i marchigiani Luxluna realizzano un concept sul paradosso dell'anomalia che diventa normalità. Narrano un affresco amaro e angoscioso in dieci emblematici “atti”, ravvivati da un sarcasmo sferzante che sfiora il grottesco e la comicità. Prima si attraversano otto situazioni conflittuali, paradigmatici teatrini di vita quotidiana (la “doverosa” prostituzione di una ragazza rumena al desco dell'occidente abbiente, la sublimazione dei due adolescenti nel codice iperminimale dei messaggini, la nevrotica crisi d'astinenza del consumatore compulsivo, la misantropica lucidità dello spazzino-filosofo, eccetera), poi una veggente ciarlatana tira le fila di sentenze crude(li) in un delirio mistico mariano, infine la chiusura in dissolvenza d’un eroe senza altra voce che il proprio girovagare di fisarmonicista apolide, senza altra ricchezza che una sopravvivenza sradicata e precaria.
Se le liriche si meritano pieni voti per intensità - l'interpretazione sempre sopra le righe però mai gratuita, spesso coinvolta fino alla commozione - ed originalità - vedi come riescono a rendere l'instupidimento verbale della “generazione sms” in :) - le musiche fanno altrettanto bene, adoperando con disinvoltura trame psych, funk-wave, gighe balcaniche, tango, folk ed electro. Per dire, Kant sciorina ballad folk-rock laconica come un Marlene Kuntz stemperato Leonard Cohen, Astinenza esala psichedelia ora attonita ora febbrile (un Marco Parente al crocicchio di Haight Ashbury), Zappertic è un collage di found sounds televisivi e perturbazioni digitali su tappeto di pianoforte, Il torto e la ragione consuma spasmi acidi con agilità disarmante, e così via. Il bello è che tutto si tiene perché il trapasso stilistico è funzionale allo spaesamento ambientale, al senso di babilonia etico-emotiva.
Forse le canzoni perdono un po' di senso ed efficacia se estrapolate dal progetto, ma neanche troppo in fondo (ad esempio, a mio avviso una Le campane nuove non sfigurerebbe in una ideale classifica indie-rock nostrana). Una delle più belle sorprese dell’anno.
 
Stefano Solventi
Nuova uscita in casa anomolo.com, famosa etichetta no-copy-free-download italiana, che vede riaffacciarsi sul mercato i Luxluna, band storica della label marchigiana. "Borgoapocalisse" è forse quello che viene etichettato in ambito discografico come il fatidico "disco della maturità" o della cosidetta "svolta". Un suono maturo e curato, ed una successione di brani che seppur sempre legata ad un rock-cantautorale appare molto più eterogenea rispetto al passato. L'iniziale "Bambolina", sghemba esecuzione a metà strada tra i Balcani e il monte Conero è il miglior biglietto da visita, oltre ad essere una canzone che sottolinea la suddetta svolta. Il cambiamento è poi rafforzato da episodi come la techno-ambient "Zappertic" o dal brano " :) ", dialogo adolescienzale magistralmente messo in scena tra ritmi a base di sms e bip telefonici. Il disco tocca livelli di indiscussa qualità su brani come "Kant", ballata perfettamente riuscita che ammalia e fa riflettere, "Le campane nuove", rock socialmente impegnato e inzuppato nei fiati e la conclusiva "Maria dell'apocalisse", episodio in cui il dialetto e la tradizione cantautorale sposano nel migliore dei modi la forma-canzone "moderna" tra l'ultimo Capossela e il folk "de-no-artri" degli Ardecore. Un disco importante questo "Borgoapocalisse", non solo per la band dei fratelli Fagotti ma anche e soprattutto per tutto il movimento no-copy e per quelli che nel mercato discografico italiano, o italiota se preferite, cercano qualcosa di "forte" e veramente alternativo. Regalare (ottima) musica vi sembra poco !?
 
Nazario Graziano
Un gran senso di libertà aleggia nelle composizioni di “Borgoapocalisse” dei nostrani Luxluna. Libera è l’attitudine stilistica, lo spaziare da un genere all’altro su dieci ritratti in musica e parole, toccando musica popolare, citazioni folkloristiche, suggestioni paesane, escursioni elettroniche, rock d’autore, rock artistico vagamente progressivo. Non c’è di che preoccuparsi, perché i Luxluna riescono a tenere in orbita un suono complesso ma organico, riuscendo a regalare all’ascoltatore più di una gamma di emozioni, avvalendosi anche di un arsenale strumentistico vario e particolare, nonché di una preparazione tecnica di livello. Al tipico spirito rock si insinuano partiture di fiati, fisarmoniche, mandolini, a conferma di una missione artistica del tutto singolare, sottolineata anche da buoni testi in italiano evidentemente impegnati nel politico e nel sociale. Sorprendente è la capacità di mantenere intatta la forma canzone, nonostante risulti palpabile la voglia di articolare momenti intricati ed eleganti. Ai Luxluna non servono infatti tempistiche dilatate per raccontare la loro arte, segno evidente di rara intelligenza. Da parte mia, un meritato applauso.
 
Samuele Boschelli
Premetto che il lavoro in questione potete scaricarlo gratuitamente dal sito www.anomolo.com in ottima qualità… e chi non sa ancora di cosa sto parlando ha l’obbligo morale di approfondire la propria conoscenza (e coscienza) su questa etichetta/realtà, illustre rappresentante del Copyfree.
“I Luxluna sostengono l’idea che la cultura, a qualunque categoria appartenga, debba essere libera di circolare”.
Finalmente il pianeta terra può ritrovarsi tra le mani l’ultimo lavoro dei Luxluna. Band di Marco Fagotti, che sin dagli inizi degli anni 90 (prima con il nome di Clinic e poi Velasco , infine dal 1999 Luxluna) percorre strade sonore molto personali, ben lontane da ogni convenzione trendarola o commerciale. Dopo “Io ricordo tutto”, riuscito esperimento “narrativo” che ci aveva così tanto sorpreso (recensito su NM qualche numero fa), ora, arriva Borgoapocalisse.
Borgoapocalisse è un luogo frequentato da vari personaggi. Prostitute rumene, spazzini, vigili urbani, maghi e adolescenti. Un luogo beffardo “raccontato” attraverso mille suggestioni musicali ed estetiche. Da “Bambolina”, che potrebbe sembrare una versione italiana di un brano dei Gogol Bordello, si passa a “Kant”, cantautorale, splendida nelle liriche, elegante nella forma. Fagotti dimostra vigore e versatilità, contribuendo affinché “Borgoapocalisse” delinei con maggiore forza i suoi protagonisti.
Mauro Mercatanti e Manooze, (altre due ottime realtà di casa Anomolo) e provenienti da esperienze musicali completamente opposte, collaborano a “Il torto e la ragione” (travolgente rock dal gusto progressive) e “Zappertic” (elettro-zapping che si chiude con uno storico intervento di Pasolini). Ma il percorso di quest’album appassiona, trascina e man mano che scorre, emerge sempre più un personalissimo rock di non facile collocazione… I testi continuano a raccontare di individui contemporanei, li scava nell’animo, sviscerandone manie, ossessioni, paure. Il risultato è un mondo grottesco, provinciale, in cui la normalità è sinonimo di follia.
Se vi capiterà di ascoltarlo camminando per strada con il vostro bel lettore mp3 resterete spiazzati dall’eccezionale quantità di suggestioni ispirate al reale che vi circonda. Questo aiuta a restare immersi in un lavoro balordo, originale e affascinante. Un vigile a ritmo di tango o una maga, cupamente folkeggiante, (che rievoca i migliori CSI) che “giudica” i vivi e chiude il testo di un’opera sociale cinica e, per questo, catartica e divertente.
E per citare il prologo che accompagna il lavoro “Resta fuori un eroe, un vero eroe invisibile e impopolare come tutti i grandi eroi, colui che il giorno, del paese delle allucinazioni e dell’apocalisse, percorre le strade suonando malamente la fisarmonica in cambio di spiccioli per mangiare”…
L’aspetto narrativo ne fa un concept album di ottimo rock italiano (odiosa generalizzazione, lo so!)… e, sono certo che Borgoapocalisse, con il passare del tempo, diventerà un album cult. Per cui affrettatevi a scaricarlo e a sostenere la causa Anomolo con ogni mezzo a vostra disposizione.
 
Antz
"Immaginate di passeggiare per le vie di un piccolo paese, di quelli che se ne trovano ovunque, senza nulla di strano e senza nulla di importante per cui farsi ricordare. Un paese abitato da persone comuni intente a fare cose comuni, a condurre il più in là possibile la propria vita". State immaginando? Tra le persone comuni ci sono una prostituta, uno spazzino, un vigile urbano e una maga? Allora è probabile che siate finiti dalle parti di Borgoapocalisse, il paese fittizio (ma molto molto realistico) protagonista del nuovo album dei marchigiani Luxluna. Distribuito gratuitamente e senza copyright dall'etichetta Anomolo, il disco propone un valzer di stili musicali che parte dal folk e attraversa il jazz, il minimalismo, il noise chitarristico, il rock obliquo stile primi dEUS, lo spoken word. Ogni canzone è dedicata a un personaggio, ogni testo merita lo sforzo di un ascolto attento. Tra fisarmonicisti rumeni e neolinguaggi sms, Borgoapocalisse si rivela un concept album schizofrenico e irresistibile: fotografia, racconto e prototipo di una società sempre più sfaccettata, anomala e per molti versi inquietante nella sua apparente normalità.
 
Luca Castelli
NEL MONDO DEI LUXLUNA L’APOCALISSE E’ FANTASTICA.

Lo spazzino che pulisce le strade citando Kant. Il vigile urbano che multa la sua auto per “sentirsi un fuggitivo”. Il sindaco che non capisce perché la cittadinanza insorge contro la tassa sul suono delle campane. Nel borgo dell’apocalisse accade di tutto. E i Luxluna (band marchigiana al terzo disco per la Anomolo, etichetta che permette di scaricare gratis la propria musica) ce lo raccontano con canzoni ipnotiche, scritte spaziando dal folk allucinato di Ramona Cordova ai suoni crepuscolari di vocazione Radiohead. E se a un rpimo ascolto questo concept album suona un pò confuso, basta fare una seconda visita al villaggio per restare contagiati dal “virus della naturale follia”.
 
Emiliano Coraretti
La vita di un piccolo paese e dei suoi abitanti come specchio della follia che, celata dietro una maschera di apparente normalità, anima la vita di ogni giorno. Questo il tema di “Borgoapocalisse”, la nuova fatica dei Luxluna, che come le precedenti reca il marchio della Anomolo (etichetta copyfree che diffonde il proprio catalogo solo in formato digitale). Una galleria di personaggi – dalla prostituta dell’Est al sindaco, dall’imprenditore allo spazzino – a cui corrisponde un vivace caleidoscopio di generi, con la band ad alternarsi tra aromi folk, elettricità rock ed avvolgente elettronica. Progetto ambizioso ma pienamente riuscito, con alcuni momenti davvero mirabili - la contravvenzione resa canzone di “Fuggitivo”, il dialogo via SMS di “:)”, il parossismo consumistico di “Astinenza” - tanto nei testi quanto nelle musiche. Il tutto, artwork compreso, si può scaricare gratuitamente dal sito anomolo.com.
 
Aurelio Pasini
 
  1. Mucchio Selvaggio
un grido sommesso e continuo
Si’ori e sssi’oreee!!! Rulli di tamburo...
un grido sommesso e continuo
Venghino, venghino, lo spetacolo piu’ spetacolare vi aspetta!
un grido sommesso e continuo
Magie! Luci ! Suoni! Acrobazie!
un grido sommesso e continuo
Vi porteremo in un mondo fantaaaastico,
un grido sommesso e continuo
Personaggi straordinari, lupi cattivi e streghe dell’est,
un grido sommesso e continuo
Miracoli, maghi e cantastorie!
 
un grido sommesso e continuo
un grido sommesso e continuo
un grido sommesso e continuo
“Truffatore!Imbroglione! Le storie che racconti sono vita vissuta, c’e’ da piangere! Esci dal tuo tendone, e dai uno sguardo intorno alla terra bruciata dall’amaro sale umano!”
 
...ma signori! e signore! Sproloquiate?! Non parlai mai di invenzioni e lieto fine....stolti a non riconoscervi. Non e’ con me che dovete prendervela.
 
Un grido sommesso e continuo, uno sguardo lucido ed impietoso sul mondo che fu, che e’, che sara’ se ancora ci sara’.
Un gran ridere, ridere di gusto, delle umane disgrazie osservate dal fondo, dal freddo, fuggendo dal circo, guardandolo bruciare da fuori, di autocombustione.
Folle, la vita come la musica, ma vi divertirete un sacco, un gran ridere, ridere di gusto.
Missione compiuta, forse i pompieri sentiranno in tempo il grido, sommesso e continuo...
 
Si’ori e sssi’oreee questo è BORGOAPOCALISSE, i Luxluna aprono lo spettacolo con il loro terzo album.
 
Il biglietto non costa nulla, ma i premi e i cotillons sono ricchi. Basta andare su anomolo,com.
 
Cooper
Un album particolarissimo il nuovo dei LuxLuna, attivi da parecchio tempo e con alle spalle esperienze discografiche e concertistiche in abbondanza.
Attraverso un mix di rock di non facile collocazione, folk paesano, accenni Zappiani, rimandi ai CSI, i LuxLuna raccontano la provincia profonda esaltandone il lato grottesco, sul filo della follìa.
Sound non facile ma godibile e di buona presa, grazie anche alla cura di arrangiamenti ed esecuzione tecnica.
Da seguire con attenzione.
La ''naturale-follia'', che come un demone subdolo e silenzioso si trasferisce nel corpo della normalità, ci introduce nella realtà che accomuna i piccoli paesi, quella raccontata magistralmente dai Luxluna in ''Borgoapocalisse''. Luoghi solo apparentemente quieti che nascondono personaggi e situazioni paradossali, comportamenti spaventosamente deviati. In Borgoapocalisse, crocevia di storie al limite, musica e testi svegliano l'ascoltatore da quel torpore buonista che appiattisce la società moderna facendo passare inosservate situazioni che invece meriterebbero più attenzione. Dieventa così ''del tutto normale che una giovane rumena arrivi in Italia e faccia la puttana di strada, che uno spazzino ricavi dal proprio lavoro elementi di indagine filosofica, che un imprenditore faccia del profitto l'ultimo e luminoso traguardo della propria esistenza, mentre dall'altra parte, un anarchico iroso individui nella distruzione cieca di ogni regola l'unica forma di salvezza sociale e individuale''.
In Borgoapocalisse convivono questi ed altri protagonisti, che con la propria travagliata storia personale vengono risucchiati di fronte alla maga del paese che, intimorita dall'improvviso aumento di clienti, tenta di recitare goffamente la propria veggenza prevedendo per ognuno avvenimenti già in atto. Proprio questa maga, in una sorta di contrappasso morale, si ritrova così interprete innaturale di un'onestà quasi involontaria, mentre un suonatore maldestro di fisarmonica diventa l'eroe da due soldi - o meglio, degli spicciolia- di questa sorta di realtà-farsa. Gruppo marchigiano a cui piace spaziare tra diversi generi musicali, mescolando folk, rock e quant'altro la musica offra, i Luxluna sfruttano la forza ciondolante dell'ipnosi e della suggestione per costruire concept album all'apparenza arruffone, ma capace di rivelare una profonda coerenza ad un ascolto più attento. Borgoapocalisse diventa così un racconto crudo e al contempo ironico, in cui la musica si sposa alla perfezione con testi altrettanto graffianti per il cinico realismo che nelle piccole realtà ha bisogno d'essere amplificato. Interessante, ancora una volta, il discorso che riguarda la distribuzione, affidata ad Anomolo.com, l'ormai nota etichetta italiana no-copy-free-download. Per entrare a Borgoapocalisse basta quindi un Pc ed una connessione ad Internet (meglio se a banda larga). Si potranno così ascoltare tutti i brani incisi con un home recording dalla qualità invidiabile e scaricare il pack del Cd comprensivo del book testi e una presentazione dei contenuti.
In conclusione, per le band e per gli ascoltatori, ricordiamo che Anomolo.com una etichetta discografica che produce e distribuisce musica gratuitamente attraverso un sito web che si avvale di files MP3 ad alta risoluzione (44 Khz/192 Kbs). L'adesione al No-Copyright è totale, con un sistematico rifiuto del diritto di copia a favore della ''libera diffusione della cultura musicale al di fuori dei vincoli imposti dal mercato e delle restrizioni derivanti dal Diritto d'Autore''. Ciò significa che i brani degli artisti in catalogo sono scaricabili e distribuibili senza alcuna limitazione se non quella della gratuità.
 
Flavio Sartini
Ci sono casi in cui un’opera che ha tutte le carte in regola per risultare un capolavoro, fallisca miseramente l’obbiettivo e finisca col riempire il contenitore, già stracolmo, delle realizzazioni di livello medio(cre). Accade con i libri, con i film e con i dischi. E’ accaduto con questo "Borgoapocalisse" dei Luxluna.
Dunque, tanto per cominciare: Luxluna è il nome dietro cui si celano Marco (voce, chitarra, tastiere) e Paolo Fagotti (piano, tastiere), Riccardo Rosicarello (basso, tastiere, chitarra) e Archelao Macrillò (batteria, percussioni), tutti provenienti da Ancona. Il progetto risale alla metà degli anni ’90 e produce, nel 2002, un disco, "Trasfert", pubblicato per l’Anomolo, in occasione dell’inaugurazione dell’etichetta. Come il precedente, anche "Borgoapocalisse" è un concept album. Le dieci canzoni che compongono il disco, infatti, raccontano delle vicende di altrettanti personaggi che popolano l’immaginario Borgoapocalisse, "un paese abitato da persone comuni intente a fare cose comuni, a condurre il più in là possibile la propria vita", come recita il prologo contenuto nel libretto allegato al CD – dimostrazione ulteriore delle pretese alte, quasi letterarie, del disco.
E così i testi di Marco Fagotti raccontano di prostitute rumene (Bambolina), spazzini-filosofi (Kant), consumatori ammalati di shopping (Astinenza), vigili urbani in crisi d’identità (Fuggitivo), sindaci spremicontribuenti (Le Campane Nuove), adolescenti innamorati degli SMS ( :)) e maghe ruspanti (Maria Dell’Apocalisse). Il sottofondo musicale - se così lo si può definire – spazia dalle sonorità baltiche (Bambolina) al punk-funk ( Il Torto E La Ragione), passando per il tango (Fuggitivo) ed il folk (Maria Dell’Apocalisse); l’aspetto più marcatamente sperimentale dell’operazione è ben esemplificato, invece, dallo strumentale Zappertic, in cui un flusso televisivo sconnesso si innesta su un delicato ricamo classicheggiante di piano, squassato poi da un beat elettronico. Ricapitolando: impegno, eclettismo e sperimentazione. Eppure…
Eppure c’è qualcosa che non va. Difficile dire cosa sia, fatto sta che il disco non appassiona, non trascina, non riesce proprio ad infiammare. Fagotti ed i suoi ce la mettono tutta per dimostrare di essere bravi ed intelligenti, ma alla fine non conquistano – un po’ come i primi della classe che studiano e prendono otto, ma non hanno genio, solo volontà e buona memoria e che sono decisamente meno simpatici del cialtrone che, se si applicasse un po’, prenderebbe tutti nove.
Decisamente, insomma, non siamo al cospetto dei Cccp, dei Massimo Volume o degli Offlaga Disco Pax: ci troviamo invece di fronte ad un buon gruppo con buone potenzialità, ma incapace, per un motivo o per l’altro, di far suo il cuore dello spettatore o di colpirlo allo stomaco. Il voto sufficiente, perciò, è sulla fiducia, in attesa che il prossimo disco sciolga definitivamente il mistero e ci faccia capire se la musica dei Luxluna valga la pena o no di essere ascoltata.
 
Marco Loprete
Capita di rado di ascoltare un disco e alla prima innamorarsene. Beh, oggi è successo con i Luxluna. E capita generalmente quando si ha a che fare con chi la PERSONALITA’ ce l’ha nel DNA. Il talento non è cosa che si può imparare o costruire. O c’è o no e qui c’è di brutto! Posto questo Borgoapocalisse suona come una parola ad hoc, irriverente e sarcastica di quel “regime” in cui viviamo storditi ma abituati a definirlo “democrazia”. Di quel piccolo e sconcertante mondo in cui si parla, tra amici viaggiando, di musica, di arte, di cinema (o che) e, poi, alla prima sosta basta guardarsi intorno in autogrill il sabato sera per rinsavire e chiedersi:”Ma di cosa stavamo discutendo?”. Aiuto! Anyway, la peculiarità del terzo lavoro dei Nostri è saltare musicalmente di palo in frasca con capacità e nonchalance innate: dal folk popolare, all’elettronica, al rock, al funk, al progressive lisergico. Dove immagini e rappresentazioni dell’uomo comune, degne del miglior teatro pirandelliano applicato all’opacità dei giorni nostri, si inseguono deliranti. Un disco da avere. Sicuramente un concerto da non perdere.
 
Barbara Santi
Il Borgoapocalisse dei marchigiani Luxluna è la città della normalità grigio cenere sotto cui covano le braci dell’insensatezza di oggi. E’ la città dell’apparenza senza sostanza dello spazzino Kant, della comunicazione senza contenuto degli sms dei Due adolescenti, della visione senza senso del Teledipendente, che mescola Tav e Pasolini. Infischiandosene di una qualsiasi coerenza stilistica, i Luxluna danno vita ad una serie di quadri urbano musicali passando dal folk al funk, dall’elettronica al canto pastorale (Maria dell’apocalisse). I momenti migliori sono quelli in cui la musica riesce a enfatizzare l’amara ironia dei testi (il tango de Il fuggitivo). Dal gusto cinematografico, l’album è interamente scaricabile in rete (www.anomolo.com).
 
Laura Centemeri
Chissà cosa avrebbe riferito Marco Polo al suo sovrano, Kublai Khan, se solo si fosse azzardato a passare dalle parti di "Borgoapocalisse"? Per carità, sarebbe come minimo irriverente paragonare Italo Calvino e "Le città invisibili" ai Luxluna, però giocare non fa mai male, nemmeno in casi come questi, considerando poi che, nella finzione del romanzo (e forse non solo in quella…), il viaggiatore veneziano si fa largo usando massicce quantità di fantasia. E poi, a pensarci bene, chi avrebbe l'ardire di inventarsi un posto dove i suoi abitanti giocano indifferentemente con una prostituta rumena e gli sms, restano impassibili di fronte a uno spazzino filosofo, assistono senza intervenire alla lotta tra logica del profitto e fiaccola dell'anarchia, compatiscono un vigile che multa se stesso e ascoltano le giustificazioni di un sindaco che tassa i tocchi delle campane? Nessuno, è evidente, perché una città simile esiste e fa parte della nostra vita, delle nostre alienazioni quotidiane. "Borgoapocalisse" è molto più di una metafora, è la solitudine sbattuta in faccia senza troppi complimenti, commentata da una band ispirata, che intraprende il suo viaggio nella follia con una varietà di stili molto ampia. Se alla base di questo concept-album c'è del sano e vecchio rock (e senza quelle cupezze del precedente "Io ricordo tutto"), i Luxluna non mancano di sfruttare la ballata balcanica, il tango, il folklore. Una disomogeneità solo apparente, che fa parte di un piano ben preciso e non fa girare la testa. Tanto che "Borgoapocalisse", oltre a essere ben suonato, raggiunge vette altissime (l'incastro delle voce di Adolf Hitler nel finale di "Il torto e la ragione" è assolutamente divino) e sciorina testi ironici e per nulla scontati. Solo qualche dubbio su "Zappertic", un blob già sentito altre volte, anche se c'è da dire che riascoltare il famoso confronto sulla libertà della televisione tra Enzo Biagi e Pierpaolo Pasolini non fa mai male. Il disco è scaricabile, alla faccia della Siae e delle royalties, dal sito web della band.

Giuseppe Catani