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Immaginate di spostare un musicista siciliano, profondamente legato ai suoni della sua terra, nella Spagna di oggi e metterlo in mezzo a un gruppo di suonatori bulgari. Quello che si arriva a immaginare non basta a comprendere la ricchezza e la complessità di quello che ne è poi scaturito. Antonino D'ntoni è riuscito laddove molti hanno fallito: ha saputo sintetizzare linguaggi diversi in un codice sonoro del tutto nuovo. Concluso il capitolo con La Parlesia, il suo viaggio alla ricerca di altri suoni, come racconta egli stesso, è un continuo vagabondare per le strade d'Europa fino a piantare radici più o meno stabili a Barcellona. E' là che le reminiscenze mediterranee si mescolano ai suoni popolari dell'est e all'elettronica minimale dei campioni audio trattati al computer. Il risultato è di una originalità e una profondità comune a pochi che solo circostanze come quelle sopra descritte possono generare. Non è facile neanche definirlo all'interno di un genere perché il suo è suo e basta. La sua musica è un passaggio in un posto dove si ha la certezza di non essere mai stai prima.


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  • A. D'ntoni