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“sono una persona dall’animo gentile che vive una vita monotona”.

linus torvalds, il creatore di linux

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il codice da vinci

dunque... "volevo i pantaloni" di lara cardella, poi... "il biondo" di paolo mosca che stava in regalo non mi ricordo bene se su un numero estivo di "epoca" o de "l'europeo" una ventina di anni fa. quello fu davvero terribile. saranno state 100 e qualche pagina ma, buondio, arrivare alla fine è stato peggio che vedere una stagione intera di "elisir". magari ce ne sono altri, di libri brutti che ho avuto la cocciutaggine di leggere fino in fondo, ma fortunatamente il cervello tende a cancellare gli eventi traumatici (come si chiamava quel nanerottolo che ha governato negli ultimi 5 anni?). "il codice da vinci" non è che sia bruttissimo, però come sembrano essersi accorti un po' tutti (anche quelli che non l'hanno letto ahr ahr ahr) è scritto da cani. più che altro è come vedersi portare un'insalata scondita in un ristorante a 5 stelle. dico: hai per le mani una specie di scoop su gesù cristo, uno dei più grandi rivoluzionari della storia (nota: come mai le rivoluzioni sono tutte puntualmente tradite poco dopo?) e che mi porti? due foglie di lattuga con un filo d'olio e una presina di sale? mentre lo leggevo ripensavo a "il nome della rosa" e a "il pendolo di foucault" (il "code" per atmosfere e ambizioni sembra proprio una specie di sintesi dei due romanzi) e mi faceva un po' incazzare il pensiero di come l'avrebbe reso assai meglio umberto eco.

come che sia, il libro ha venduto spaventosamente, pare qualcosa come 40 milioni di copie nel mondo, però nonostante diversi movimenti religiosi si fossero già scagliati contro il romanzo, ufficialmente la chiesa è stata piuttosto blanda. qualche ammonimentuccio, qualche prete in qualche programma pomeridiano, qualche sit-in davanti a qualche libreria, qualche di tutto.

le truppe cammellate, i carri armati e i missili terra-aria il vaticano li ha sfoderati per il film: anatema (anatrema, diceva con forse più efficacia un amico mio, da piccoli) su di voi! ora, c'è anche qualcuno non del settore qui nello stivale che dice che il film sia bruttissimo, e mi compiaccio per la sua capacità divinatoria (ehm), perché non so proprio dove l'abbia visto, dal momento che uscirà nelle sale domani (di venerdì? urca!). ma dicevamo del vaticano, dell'opus dei e della loro crociata. hanno paura perché un film veicola un pensiero molto più capillarmente e direttamente di un libro. hanno paura perché, forse, non è poi così tanto vero che oggi qualsiasi messaggio si confonde nel mare infinito della comunicazione. hanno paura perché la gente potrebbe cominciare a pensare con la propria testa (dubito, comunque...).

così, il libro è brutto, il film potrebbe anche esserlo ma già il solo aver scomodato l'8x1000 army te li fa stare un po' più simpatici. che poi la verità storica su gisascraist sia un'altra lo sanno tutti: si è fermato con la maddalena a rimini (altri testi, ritenuti apocrifi, dicono riccione) e ha dato vita al primo hotel ristorante a prezzi contenuti per i turisti di massa. il figlio, naturalizzatosi "italiano", col nome di casadei è stato l'inventore di quel po' po' di roba a livello turistico che tutti conosciamo. alcuni studiosi ritengono inoltre che "ciao mare" sia stato in origine un canto nostalgico, una specie di blues del delta ante litteram, dedicato alla terra d'origine, e lo interpretano così: "non c'è più la vela bianca / con l'inverno c'è il gabbiano": la partenza, le vele tipiche della samaria che spariscono agli occhi dei fuggiaschi, diretti in inghilterra secondo i propri piani originari (l'albione). "ciao ciao ciao ciao mare / anche se c'è tanto freddo, io ti vengo a salutare": il mare che divide le due terre, la nostalgia struggente per l'altra sponda, un colorito accento sulla temperatura, più bassa rispetto a quella mediorientale. "il vento cancella / dalla sabbia i ricordi / ma dal cuore no": lapalissiana; nonostante il tempo passi, la terra d'origine resta sempre nel cuore di questi primi extracomunitari. "sulla sabbia è nato un fiore / nel mio cuore un grande amore": si accenna al figlio di gesù, venuto alla luce in un casotto sulla spiaggia perche' nessuno li voleva alloggiare (la storia si ripete sempre. ed ecco anche il motivo del mestiere trovato sull'adriatico: la vendetta!). and so on.

tornando al film, vanno segnalati e suggeriti: il parrucchiere di tom hanks (
"i heard that the real unsolved mystery of the film is the name of tom hank's hairdresser. any clue?" speditami fresca fresca dal mio amico "cinese" osvaldo), la figura un po' meschina di chirac che chiede alla produzione più soldi per gli attori francesi e l'assunzione di altri attori d'oltralpe nel cast, qualche tafferuglio che scoppierà di sicuro davanti a qualche sala, il gelo con cui è stato accolto il film a cannes e, ma guarda un po' che caso, la gran diffusione di questa notizia da parte della nostra tv, e soprattutto, il fatto che avrei visto nella parte della protagonista anziché la piccola "amelie" una che somigliasse a quella del libro, ovvero lucrezia lante della rovere (o simile).
pare, inoltre, che il libro sia pieno di errori, e un diligente professore non-cattoltranzista li ha diligentemente appuntati (in inglese): http://www.irr.org/da-vinci-code.html.

riassumendo: la vita dura troppo poco per perdere tempo col "codice da vinci", di qualunque formato sia, ma vale la pena di diffonderlo se questo fa incazzare il vatic_ano.

> tormentone del giorno: spizzenergi - where's captain kirk

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“sa che cosa sto intagliando? un flauto. che altro fare in una città dove il giallo vuol dire ancora rallentare anziche' accelerare?”

dalla serie tv “twin peaks”

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sono sempre di più i generali americani in pensione che contestano in vario modo la guerra in iraq. quando sono andati in pensione, però.

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diceva, bush: "ascolto i consigli del mio silvio". diceva, putin: "silvio è un amico". il secondo è stato il primo a riconoscere il governo prodi, il primo ha seguito a ruota. non te la prendere: è la politica, bellezza...

> tormentone del giorno: death in june - come before christ and murder love

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"superati i quarant'anni ciascuno è responsabile della faccia che ha".

fedor dostoevskij

200506 000007
legs mcneil/gillian mccain - please kill me (baldini, castoldi, dalai)

il punk (e quella che è stata poi definita new wave*), quasi esclusivamente preso dal versante americano, raccontato da ben prima che nascesse, a partire cioè da quel gruppo che viene segnato come "fondamentale" da moltissime band degli ultimi 30 anni: i velvet underground. e mc5 e stooges subito dopo, giù giù fino ai new york dolls prima e poi ramones, television, patti smith, dead boys, dictators, blondie, jim carroll, voidoids e chi più ne ha... 630 pagine che hanno un valore enorme perche' sono, in pratica, una lunga serie di dichiarazioni di molti protagonisti di quegli anni intrecciate tra loro come nei documentari televisivi dedicati a qualche tipo di arte o di periodo storico. ne vien fuori di sicuro l'humus che ha impregnato il periodo ma anche una serie di spiegazioni, di aneddoti divertenti e di notizie che risultano assolutamente nuovi. è un libro di epica moderna, i 19 euro meglio spesi della vostra vita (insieme a "punk" di john savage), se siete dentro a questa filosofia di vita.
* = l'idea venne a malcolm mclaren, in onore della nouvelle vague filmica francese.

> tormentone del giorno: david bowie - across the universe

210506 000008

“I prezzi dei cd sono sempre troppo alti. abbassando il costo aumenterebbero sicuramente gli acquirenti”.

pippo baudo

210506 000009

il corvo ralf

il corvo ralf

vuole vuole hu hu

che nessuno lo aiuti

zitto zitto tu tu

tutto solo ci arrivò

alla tomba, dopo un po'

vuole vuole zitto zitto

hu hu

la signora della nebbia

vuole vuole hu hu

non prenderlo in parola

zitto zitto tu tu

e dice acchiappa acchiappa

non è brutto dopotutto

vuole vuole zitto zitto

hu hu

ma quando un anno

vuole vuole hu hu

infine passò

zitto zitto tu tu

a terra nel rosso

era il corvo riverso

vuole vuole zitto zitto
tu tu
(christian morgenstern - canzoni della forca)

> tormentone del giorno: be your own pet - bycicle, bycicle, you are my bycicle
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"se il libro che leggiamo non ci sveglia come un pugno nel cranio, a che serve leggerlo ?... un libro deve essere la scure per rompere il mare gelato dentro di noi ".
franz kafka

220506 000011

ero in ancona, fermo sotto a una finestra il cui davanzale era a un paio di metri da terra e sento un 18enne che sta preparandosi per gli esami di licenza superiore dire alla ragazza che lo prepara: "siamo tre raccomandati, poi ce ne sono altri tre che no..." il resto non l'ho capito. poi è arrivato un suo amico, che ha posteggiato un cazzo di motorino color merda di neonato, prendendo ben due posti auto. non bastasse, per uscire con la mia ho dovuto fare un sacco di manovre perche' era messa anche male, la merda di neonato. e loro guardavano nascosti dalla finestra senza fare manco "ah". i quadri dirigenziali del futuro sono già pronti.

220506 000012

"di solito non chiudevo a chiave l'alloggio perche' c'era un vai vai...".
da "chi l'ha visto"

> tormentone del giorno: marvin gaye - what's goin' on

230506 000013

"se ti dicono che sono morto, tu non crederci mai".
tazio nuvolari alla moglie

230506 000014
vogliate gradire qualche perla presa dalla nota trasmissione "uomini e donne" (canile 5), di maria de filippi. c'era una volta "non è mai troppo tardi". pare che, invece, lo sia, troppo tardi:
> "chi non è mai andato in casetta pensa che la redazione abbi qualche preferenza".

> "il fatto è che tu hai detto delle cose precise e coincise".

> "a lei gli piace luca".

> "maria ma tu vuoi mettermi in castagna, oggi?".

> "è stato un intercalare grammaticale".

> "io non voglio essere bistrattata...".

"cos'è che hai detto? cos'è che hai detto? bi...?".

> "che non gli piacesse nessuna era chiaro da tempo memorabile".

> tormentone del giorno: brian jonestown massacre - prozac vs heroin
240506 000015
alieno: "vi porto amore".
uno della folla: "ci sta portando amore".

folla: "spezziamogli le gambe!".

dal cartoon "i simpsons"

240506 000016

gesù santissimo! ma l'avete vista la gatta nera su "mercante in fiera" (italia 1, ore 20:10)?

> tormentone del giorno: luigi tenco - un giorno dopo l'altro

250506 000017

"ah, internet, il nuovo oppio dei popoli".
da "un posto al sole" (rai 3)

250506 000018

questa lettera è apparsa su un "venerdì" di repubblica, supplemento settimanale all'omonimo quotidiano, di qualche settimana fa. l'ho conservata per poterla pubblicare da qualche parte. perché faccia riflettere come siamo messi. biagi, quando fece la ben nota legge, aveva in mente, credo, di poter dare stabilità a chi aveva un lavoro precario o stagionale (che ne so, i bagnini, le guide turistiche, chi raccoglie pomodori...) e di far inserire gli altri man mano nel mondo del lavoro in modo meno pesante per il padrone. alla fine, un disegno accettabile contro il quale, però, si sono scatenate guarnigioni di commercialisti (minchia, che razza, quelli!) per studiare come saltare a pie' pari quella legge totalmente a favore di chi gli fornisce l'osso per il pranzo, sparando, secondo me, una seconda volta, allo stesso biagi. dicono alcuni: "eh, ma certi lavoratori non meritano nemeno quelli, di soldi". può anche essere, perché non viviamo in un mondo così manicheo (magari, sarebbero facili da riconoscere, allora, i motafucca), però la risposta a questa scusetta è contenuta nell'affermazione stessa: "certi". che non vuol dire "tutti", vuol dire anzi "pochi", sennò non si capisce come faccia l'economia, tutto sommato, a stare ancora a galla. buona lettura. si fa per dire.
"la famiglia, se si vuole essere seri, è sull'orlo della sua distruzione a causa di mancanza di speranza per il futuro, di modelli equilibrati di comportamento e anche per colpa di una legge che viene da lontano e che ha chiamato flessibilità la facoltà degli imprenditori di far lavorare le persone per i periodi che interessano all'azienda e di licenziarli quando non interessano più. oppure licenziarli soltanto per prenderne altri, mantenendo tutti nel precario e in quant'altre tipologie di sfruttati esistono (vedasi il testo "l'orrore economico" di vivianne forrester), in una sorta di caporalato istituzionalizzato. tempo fa in una trasmissione ho ascoltato con indignazione una coppia di giovani che lavora in una ditta non piccola e non sconosciuta: la donna riferiva che le era stato comunicato che, se avesse avuto un figlio, l'avrebbero licenziata. mentre parlava, la ripresa tv le oscurava il volto e le cambiava la voce, perché certe verità in italia, continente europeo, anno 2006, non si possono dire. è questa la qualità della nostra democrazia, del nostro libero pensiero, della nostra repubblica fondata sul lavoro!? con questa grande trovata del lavoro precario si è anche ottenuto, con l'assurdo silenzio sindacale, che proprio lo stesso sindacato non avrà più ragione d'esistere fra qualche anno. chi potrebbe fra i giovani precari diventare sindacalista non avendo neppure la certezza personale del lavoro (e con la quasi sicurezza di esser licenziato, aggiungerei io, nd thR)? nonostante le critiche, a volte giuste, che il sindacato merita, è anche vero che senza sindacato si sta ancora peggio. e allora, quando tutto è precario, anche affittare o comprare una casa per due persone "normali" è semplicemente pazzesco con i prezzi che si praticano, e il lavoro stesso è quasi un ritorno al cottimo, e perfino partorire un bambino rappresenta una minaccia di licenziamento (l'onorevole casini avrebbe dovuto avviare una commissione parlamentare d'inchiesta su queste infamie, non sui consultori). ma nessuno si vergogna mai della propria indecente ipocrisia, come tutti coloro che continuano a mettere in grande risalto le percentuali del pil in un paese che ha livelli di evasione fiscale tra i più alti del mondo, e dove il lavoro sommerso è incalcolabile. spero che qualcosa cambi con il prossimo governo". giuseppe zanecchia (e-mail)
> tormentone del giorno: marvin gaye - i heard it through the grapevine

260506 000019

"sai ollio, stavo proprio pensando". "a cosa?". "a niente, però pensavo".
stanlio e ollio, da "gli allegri imbroglioni"

260506 000020

durante la seconda guerra mondiale, un soldato nazista prende un polacco durante un'azione militare. fa per sparargli ma sente una voce dall'alto che gli dice: "fermati, non puoi ucciderlo; quest'uomo un giorno diventerà un celebre papa". al che il nazista, ribatte con un logico: "e io?". "tu sarai il suo successore" risponde la voce.

> tormentone del giorno: tool - jambi

270506 000021

“i poliziotti ti guardano per vedere come reagisci”.
jodie foster, da "il silenzio degli innocenti"

270506 000022

han fatto un sistema elettorale che li favorisse. e ci si sono impiccati. sono andati a cercare i voti degli italiani all'estero. ed è stato punto, set e partita. han contestato un paio di decine di migliaia di voti grazie (!) ai quali han perso la cappa ma furono i primi a congratularsi quando bush vinse per soli 600 voti, in una situaazione molto meno chiara di questa (in florida, stato decisivo per quell'elezione, c'era il fratello minore di bush come governatore). controllavano tutte le stanze dei bottoni dove eventuali manipolazioni avrebbero potuto avvenire e gridano ai brogli (cos'è, allora? masochismo? autolesionismo?). vogliono togliere il voto ai senatori a vita (tra cui il fino al giorno prima osannato presidente ciampi) perche' han preso un cappotto pure lì. Però quando questi votarono a loro favore (come ha ricordato giustamente anche belzebù andreotti), non ebbero niente da ridire. brutta gente, quella che non sa perdere.
> tormentone del giorno: daf - alle gegen alle

280506 000023

“se i jam debuttassero oggi, non riuscirebbero certo a farcela. ormai, se non vendi un milione di copie col primo disco, al secondo ti fanno secco”.

paul weller

280506 000024

terremoto in indonesia

mi ricordo che in corriera (attenzione, non "bus", proprio "corriera"), quando andavo a scuola, c'era un amico mio che sfogliava sempre "lotta continua" (per i giovanissimi: quotidiano di estrema sinistra da cui sono venuti fuori quei grandi rivoluzionari di paolo "straccio" liguori e giampiero mughini. a parte questa amara considerazione, era il movimento più tosto dell'estrema sinistra). lo facevamo incazzare apposta perch&eactute; ogni cazzo di mattina cercavamo le parole "proletariato" "classe" o "rivoluzione" in prima pagina. e c'erano sepre! una mattina, titolone a nove colonne, in rosso (ça va sans dire): "terremoto di classe". inutile dire che, nonostante fossimo per gran parte di quella parrocchia o simili, ci capottammo dalle risate. ma cazzo, pure nel terremoto, mo. e invece... e invece aveva ragione "lotta continua". perch&eactute; cadono prima le baracche, cadono prima le case fatte a cazzo per guadagnarci di più, cadono prima le case dei poveri cristi. morale? nessuna. il mondo è dei furbi, dei prepotenti e delle teste di cazzo. questo mondo, almeno. vedremo di là. casomai si riderà di là, perch&eactute; l'eternità è un sacco di tempo*.

* nota: portarsi l'i-pod

280506 000025

iersera c'è stato "il milionario" (canile 5) versione beneficienza, coi migliori calciatori. almeno quelli ancora a piede libero, diciamo. un vero spasso. ora, non è giusto ridere dell'ignoranza altrui*, per carità, ma visto che il tutto è stato fatto apposta, allora se ne può parlare. di perle ce ne son state, e sì che ho dormito per la maggior parte del tempo (ero un po', come dire? ecco, sì...). una di gattuso, l'eroe della serata, su tutte:

domanda: "il pistillo è un organo femminile..."

a - degli insetti

b - dei pesci

c - dei fiori

d - dei cavalli

tralasciando i cavalli e i doppi sensi (che hanno abbondato per tutta la serata), ringhio ci pensa un po' e poi, col capello dall'effetto bagnato tipico dei prodi pedatori da almeno un paio di lustri in qua, azzarda: "dei fiori, nnno... che c'entrano i fiori, mica hanno...". segue "simpatica" battuta sul fatto che di pistilli nello spogliatoio ce ne sono tanti e, dopo abbondanti imbeccate, dà la risposta giusta. ewiwa la beneficienza, ewiwa la bontà!

* cioè: è stragiusto quando mi vai in televisione dove, prima ancora che saper presentare o fare non si sa bene che cosa, devi saper parlare, con tutte le cosine al posto giusto, perch&eactute; altrimenti vai a fare un altro lavoro. ma qua, ripeto, lo scopo di prendere in giro i pallonari era manifesto.

280506 000026

un camion sfreccia lungo una discesa tortuosa. dietro, un intero paese che lo insegue. intimano tutti trafelati al guidatore di fermarsi, lo scongiurano, e alla fine ci riescono. si erano dimenticati di apporre un bollino melinda a una mela. uno di loro lo fa con estremi amore e grazia. il guidatore prende la mela e gli dà un bel morso. beh, il linciaggio andrebbe legalizzato.

> tormentone del giorno: archie bronson outfit - dart for my sweetheart

Le cattiverie di thR possono essere liberamente copiate a condizione che se ne lasci integro il testo originale e venga citato sia l'autore che la provenienza.





Scritto in data 28/05/2006 da thR